“Piango gli amici di Charlie, ma non mi piace un Dio pol. corr.”, dice VincinoNon gli è piaciuta, quell’ultima copertina di Charlie Hebdo, quella del numero uscito per ricordare la strage di un anno fa. Ma la tragedia e quello che è seguito in Francia sono la dimostrazione di un’Europa fragile e incapace di difendere “la libertà di pensiero, espressione, disegno, e questa è una sconfitta pazzesca.diPiero Vietti8 GEN 16
Florence King, la zitella misantropa che ha fustigato orde di benpensantiE’ morta a ottant’anni la scrittrice repubblicana. Nel suo vocabolario la parola femminista indicava “una donna che si mette troppo trucco”, eppure credeva in quella particolare connessione mentale fra donne intelligenti che spaventa gli uomini. Era una donna a suo modo.diMattia Ferraresi8 GEN 16
Troppe lingue biforcute a MasterChef 5, tra pianti e polemiche. Ma a casa vanno i peggioriSperiamo che arrivi al più presto, a dare qualche sana bastonata, Iginio Massari, il gran pasticcere che da anni terrorizza concorrenti d’ogni età con i suoi commenti sui pan di spagna mal riusciti e sulle statuine delle torte nuziali non in scala. Serve Massari perché le lingue biforcute già sibilano come raramente s’era visto nelle edizioni precedenti.diMahatma8 GEN 16
Canale Mussolini. Parte secondaAntonio Pennacchi Mondadori, 427 pp., 22 eurodiMaurizio Stefanini8 GEN 16
La prevalenza del maschio in molti paesi diventa rito di umiliazione per le donneLa prevalenza del maschio ha avuto la sua espressione plastica, carnale, aggressiva e nuova a Colonia (e in almeno altre tre città tedesche) a Capodanno: donne assalite da uomini, soprattutto giovani, arabi e nordafricani.diAnnalena Benini8 GEN 16
L’occidente tra sofismi e sottomissioneUn anno dopo Charlie, la Francia continua a piétiner sur place, a pestare l’acqua nel mortaio. Non c’entra la religione, non c’entra l’antigiudaismo, e al Bataclan erano solo compagni che sbagliano. Cronache da Parigi.diGiuliano Ferrara8 GEN 16
Lettera a quello "stronzo" che ha vinto la Lotteria ItaliaTi immagino a poche centinaia di chilometri di distanza con l’aria tronfia di chi s’è sistemato per sempre alla faccia mia, con l’unica consolazione che anche domani mattina, milionario o no, ti sveglierai a Veronella, e comunque ti odio. Come ogni sette di gennaio, io ti odio.diStefano Sgambati7 GEN 16
Silvana Pampanini era la profezia di Dita von Teese, ma non ce ne siamo accortiLe gambe snelle / tornite e belle…”. Come biografo voglio imitare gli specchi della contessa di Castiglione: riflettere solo la bellezza. Del troppo lungo declino di Silvana Pampanini, attrice che già nel 1964, solo trentanovenne, aveva dovuto accettare per il “Gaucho” di Dino Risi il ruolo di una tardona, nulla voglio ricordare.diCamillo Langone6 GEN 16
Addio a Pierre Boulez, il “bullo” della musica novecentesca rimasto curioso fino alla fine“Audacia, innovazione e creatività, questo è stato Pierre Boulez per la musica francese e per tutto il mondo”. Così il Primo Ministro francese Manuel Valls commentando oggi la scomparsa del compositore e direttore d’orchestra novantennediMario Leone6 GEN 16
VideoIl videoTajani tiepido sulla proposta di Merz sull'Ucraina in Ue: "Paese candidato, ma avanti coi Balcani"diNicolò Zambelli
Il colloquioLa Galleria Borghese e l'Italia dei No che preferisce i bagarini per vedere Bernini“Non capisco come ci si possa opporre senza nemmeno aver visto il progetto”. Parla Marco Lombardi, l’ad che vuole regalare un progetto per ampliare il museodiSalvatore Merlo
MagazineJovanotti e l'esplorare senza mai fare i turistiLorenzo torna ai Quartieri spagnoli per raccontare le sue Poesie da viaggio. Il viaggio può avvenire in giro per il mondo o in un monastero, purché “ammetta le possibilità dell’imprevisto, della fatica e dei momenti di noia”diFrancesco Palmieri
Il nuovo conformismoAlieni a Cannes. Due registi difendono Israele e a raccontano il martirio di Samuel PatyLászló Nemes denuncia “un’orgia assoluta e sfacciata di antisemitismo”, mentre Vincent Garenq porta a Cannes il martirio di un professore ucciso per aver difeso la libertà d’espressione. Due registi fuori dal coro, in un cinema dove conviene parlare solo nel verso giustodiGiulio Meotti