"Lavate voi i piatti, mie buone signore, non lasciate che le mani delle vostre serve li tocchino. Voi non sapete cosa esse veramente fanno nelle ore libere, persino nelle vostre dimore”. Tuonava dal pulpito il parroco di Santa Maria Segreta, arrossivano le dame milanesi, i mariti chinavano il capo. Erano parole sregolate anche per quel tempo di robusto classismo e, benché appena quindicenne, forse avrei protestato suscitando uno scandalo, se un fremito ancora più forte dello sdegno non mi avesse travolto.