Per convincersi d’essere ripieni di verità vera, tanti distinti politici e giornalisti si accalorano, si gonfiano come rane e la pagliuzza dei giusti si staglia più della trave dei reprobi. Il moralista condanna quel che vorrebbe fare ma non osa. Del vizio ruba un assaggino, degustandolo nella parola: “Maiali!”, dice, e la pancia gli borbotta; “puttanieri!”, e il pene gli si drizza come non mai. Intanto non smette di grattarsi per un fastidioso prurito alla nuca: qualcosa gli dice che predicare è già razzolare male.