Sergio Marchionne non è ancora così popolare da poter vendere t-shirt, hamburger o altri gadget che sono andati a ruba tra i soci di Warren Buffett convenuti nello scorso fine settimana all’assemblea di Berkshire Hathaway. Ma l’atmosfera che accoglierà l’amministratore delegato di Fiat-Chrysler alle 8 e trenta di stamane, ora di Detroit (le 14 e trenta italiane) nell’auditorium Chrysler di Auburn Mills, dopo il Pentagono l’edificio più grande d’America, ricorderà, se non altro nelle dimensioni, lo spirito delle grandi adunate: duecento analisti di Wall Street e della City, centinaia di giornalisti, un numero imprecisato di sindacalisti statunitensi, brasiliani e di casa nostra (esclusi, almeno in via ufficiale, quelli della Cgil).