Ora che si è visto pure il Papa col bagaglio a mano, dalle beatissime mani trascinato, l’Appartamento Pontificio disertato e il legittimo inquilino calzare scarpe da consorzio agrario. Ora che nelle Aule parlamentari è tutto un fiorire di “cittadino!” o “eletto”, al massimo “deputato” – e l’onorevole che fu, e che sempre rivendicato era, si è quasi mutato in disonorevole appellativo, così che se qualcuno prova a impressionare ancora l’uditorio, subito quale “onorevole Cosimo Trombetta in Bocca” (“chi è lei?” “l’onorevole!” “ma mi faccia il piacere!”) si certifica e si sputtana, e in un niente il graduato Trombetta in trombone si muta. E’ la pernacchia che segue, non più l’ammirazione che gratifica. Cambiano i gesti, cambia la lingua, cambia pure il senso delle parole.