Lo stile è asciutto, essenziale, niente fronzoli, come quello di Mario Draghi. Il metodo di lavoro è collegiale, alla Carlo Azeglio Ciampi. L’impianto dottrinario lo avvicina a Tommaso Padoa-Schioppa. Il rapporto stretto con il governo richiama Guido Carli. Troppi maestri? Per la nuova generazione di governatori della Banca centrale è difficile trovare un unico modello al quale fare riferimento. Tutto è così diverso: l’euro ha sottratto una componente essenziale della sovranità, come la moneta; la crisi ha portato al collasso i grandi paradigmi teorici del passato, liberismo, keynesismo, monetarismo.