Prima l'abbraccio nel tunnel dello spogliatoio, qualcosa in più di un semplice gesto di cortesia tra capitani. Poi i centonovanta centimetri ben distesi a negare il gol, in attesa che Llorente pensasse a orientare nuovamente in direzione positiva i destini bianconeri. Il tutto con estrema naturalezza, come è nella storia di Gigi Buffon. Perché non c'era alcunché di ruffiano nel moto di affetto verso Di Natale, con cui ha condiviso mille partite da avversari e una maglia azzurra da compagni. E la longevità di Buffon stride con la difficoltà a trovargli un sostituto nell'Italia. Anche perché Michael Agazzi, uno che nel giro azzurro stava recentemente provando a entrare, sia pure non da giovanissimo, ora è in punizione in tribuna a Cagliari.