A fine novembre 2002, Anversa sembrava Los Angeles 1992; auto bruciate, commercianti trascinati sopra il banco e dritti fuori dall’uscio e il rumore delle sirene ovunque, ininterrotto. Le sirene non potevano smettere, l’inevitabile era successo, adesso c’era solo da correre. Un belga con simpatie di ultradestra e psichicamente instabile, si alza una mattina e, per un motivo o per l’altro, spara a Mohammed Achrak, belga pure lui, insegnante, ma di origine marocchina e vicino di casa. di Claudio Franco