“Allora sei tu lo straniero in città”, esclama quando m’incrocia per strada. La città è Chamdo, nella regione del Kham, Tibet orientale. A 3.600 metri di quota, alla confluenza dello Dza Chu (nome tibetano del Mekong) e del Ngon Chu, è dominata da un’altura dove sorge il monastero di Galden Jampaling. È seguendo un gruppo di pellegrini vorticanti ruote di preghiera che la incontro, in una via che s’inerpica dalla città vecchia, tra botteghe di talismani, oggetti sacri e burro di yak.