Nome in codice Sarah, storia strana di una ragazza di Rebibbia di Francesca Mambro Per gli italiani lo stereotipo del criminale ebreo è Noodles, il protagonosta di “C’era una volta in America”. Quelli più attenti alle cronache conosceranno i nomi di Ernesto Diotallevi, uno dei “grandi” della banda della Magliana, e di due regine della malavita romana, Bianca Zarfati e la Sonnino. A Roma c’era un bravissimo ladro di appartamenti che si faceva chiamare “er pantera” e quando passava dal carcere giocava in porta con delle spericolate acrobazie, e qua e là per il paese alcuni “cani sciolti” di piccolo cabotaggio. Dal 1988 al 1992 il carcere femminile di Rebibbia ha ospitato una criminale ebrea di tutt’altra natura. Sarah W., di nazionalità israeliana e statunitense, era stata arrestata per traffico internazionale di eroina.