Quando ci siamo trovati insieme, io e i miei figli, sotto la bara di mio padre, portandola in spalla, abbiamo vissuto non poco fuoco. Giuseppe, sedici anni, mi scrutava per scongiurare altre mie lacrime. Saro, il grande, quello col nome del nonno, prendeva il controllo del momento. Ecco, io ero l’orfano e loro mi tenevano d’occhio perché è sempre un mettere alla prova i padri, questo fanno i figli. E questa è la loro fatica: amano raggranellando pezzi importanti di vita. Stanno distanti, devono pur andarsene, e poi sbucano d’improvviso. Per mettere alla prova.