L’unico là è l’oriente. E’ il là unico dove si acquatta un avverbio: “Misteriosamente”. Ci vuole un professore che, abbandonando le ciocie, sappia farsi viaggiatore e impossessarsi di un largo infinito qual è l’Asia e magari dilagare in un’idea dell’esotico che è Africa, Mediterraneo e una delicata congiura dell’innamoramento che poi porta a vivere l’esperienza dell’altrove disperandosi di non poter gustare lì, in tutto quel là, il lesso preparato a Modena dalla premiata ditta Fini. “Cina e altri orienti”, dunque. Il ritorno di un titolo di Giorgio Manganelli (già nel catalogo Bompiani, adesso in Adelphi, a cura di Salvatore Silvano Nigro, 346 pp., 22 euro) che di tutto quell’unico là offre un catalogo psichico fuori da ogni luogo comune.