Tra martedì e mercoledì della prossima settimana, il Parlamento europeo dovrà esprimersi con un voto sulla relazione della commissione per i Diritti della donna e l’uguaglianza di genere presentata dalla progressista portoghese Edite Estrela “sulla salute e i diritti sessuali riproduttivi”. Come spesso accade e non solo in Europa, con questa generica formulazione si include una serie di “nuovi diritti” che vanno dall’accesso pressoché illimitato all’aborto, anche con la restrizione dell’obiezione di coscienza, fino alla possibilità di fecondazione assistita per donne single e lesbiche. L'editoriale Belgio, terra promessa dell’eutanasia - Meotti La chiesa francese contro i neogiacobini che “sradicano” la religione