Pare che solo tra i piccolissimi non sia così, ma provate a chiedere a chiunque, dai dieci anni in su, se ama di più Topolino o Paperino. Il plebiscito è per il secondo, è chiaro. Se il topo hollywoodiano in scarpe e guanti gialli primeggia, pontifica, sgomina nemici e conquista allori – almeno nella versione consolidata dagli anni Trenta, definitivamente perbene e dimentica delle zingarate degli esordi – il papero scalzo in giubba da marinaretto si dimostra umano, fin troppo umano, e dunque irresistibile nella sua perenne inadeguatezza: nevrotico, maldestro, sfortunato, di volta in volta frenetico o pigro – ma in realtà fatica terribilmente nello sforzo di non far nulla – e preso sottozampa da chiunque.