"La gloria è il sole dei morti": per pochi scrittori russi queste parole valgono quanto per Bulgakov. Comparve davanti ai lettori, compatrioti e stranieri, dal non-essere; affiorò come il primo strato di un antico affresco, tornò alla luce come i quadri di un pittore caduto nell’oblio”. Così Marietta Cˇ udakova, la massima studiosa dell’autore del “Maestro e Margherita” e presidentessa della fondazione a lui intitolata, raccontava nell’introduzione del Meridiano Mondadori dedicato a Michail Bulgakov l’impressione di stupore, di incanto, di commozione provocata dal romanzo al suo primo apparire in forma ancora parziale, nel 1966.