A chi pensa che “sono solo canzonette” e che il rock e i suoi derivati hanno inebetito intere generazioni, inquinandone per sempre il gusto musicale, si può consigliare la lettura di “Rock ’n’ Roll”, il testo della pièce teatrale scritta nel 2006 dal drammaturgo e sceneggiatore inglese (di origine cecoslovacca) Tom Stoppard, ora tradotto da Evelina Santangelo per Einaudi. E’ il racconto in due atti – tra Cambridge e Praga e tra il 1968 e il 1990 – di come il destino della Cecoslovacchia, la storia della dissidenza anticomunista, la stessa nascita del manifesto passato alla storia come “Charta 77” (pietra miliare nel movimento di opposizione al regime filosovietico e a ogni totalitarismo) siano stati segnati dalla vicenda di un gruppo praghese di rock psichedelico, che si era chiamato (ispirandosi a “Plastic People” di Frank Zappa), Plastic People of the Universe.