C’è un grand commis de l’etat, che bazzica da decenni istituzioni, ministeri e authority, il quale da tempo pensa che la crescita dell’Italia passa soprattutto dalla liberazione da lacci e lacciuoli, e che una maggiore competizione non potrà che fertilizzare lo sviluppo e il benessere dell’Italia. In questi giorni sulla sua scrivania, ma in verità anche su quella di Mario Monti e di Corrado Passera, transitano le bozze legislative per un provvedimento sulla concorrenza che sarà una delle basi della “fase due” del tecnogoverno. Leggi L’ex dirigente della Cgil, Nerozzi, che media tra Camusso e il ministro Fornero