Barack Obama sta valutando le diverse opzioni militari a disposizione per decidere se quella contro Bashar el Assad sarà una fulminea spedizione punitiva – “giusto abbastanza muscolare da non apparire ridicola”, come ha detto un funzionario dell’Amministrazione al Los Angeles Times – o qualcosa di più articolato, ma ha già stabilito lo sfondo ideale su cui l’intervento si staglia: uno sfondo legalista fatto di linee rosse e codicilli internazionali, un mosaico di dettagli da considerare con l’occhio analitico del professore di diritto ad Harvard, non con lo sguardo sintetico del leader del mondo libero. Raineri Doppio strike: prima Assad, poi il jihad - Carretta Multilateralista, a moi? Hollande è pronto ad andare in Siria senza Onu - L'editoriale Bonino e le basi della politica estera