Il disegno di legge sul budget votato martedì sera alla Camera evita un ostacolo immediato, il “fiscal cliff”, e rimanda di un paio di mesi altri due problemi, il tetto del debito e i tagli alla spesa pubblica. Non sono effetti collaterali trascurabili del compromesso: i tagli sono la questione dirimente per la maggioranza del Partito repubblicano e durante il lacerante dibattito sul tetto del debito dell’anno scorso gli Stati Uniti hanno subìto il downgrade di Standard & Poor’s. Il presidente ha chiarito che non negozierà con i repubblicani sul debito, ma con la questione dei tagli ancora in sospeso è molto probabile che i dossier sul piatto finiscano per trasformarsi in camere di compensazione politica.