Superati tre strati di poliziotti, aggirate le transenne, attraversata la strada alcune volte avanti e indietro senza una logica apparente, buttato un occhio sugli attivisti tibetani che gridano “China shit!”, urtati decine di delegati con blackberry nel fodero e tesserino azzurro si accede finalmente al luogo dove folle svogliate aspettano che qualcosa spezzi la rigidità protocollare dell’Assemblea generale dell’Onu. I consigli di lettura di Hugo Chávez e il caravanserraglio di Gheddafi sono diversivi del passato e persino Mahmoud Ahmadinejad è venuto a noia. Leggi All’Onu c’è un piano B per evitare lo scontro frontale con Abu Mazen - Leggi Israele prova a trattare, ma la Palestina vuole il riconoscimento dell'Onu