“A chi appartiene il futuro?” è una domanda notevole. Jaron Lanier, una divinità della preistoria digitale che inventò la realtà virtuale e poi vide che non era cosa buona, con questa domanda ci ha intitolato il suo ultimo libro, che è un viaggio nella necropoli della classe media, stecchita dalla rivoluzione digitale che prometteva prosperità, mobilità sociale e sorrisi per tutti. Per Lanier il problema è tutto nella grande asimmetria implicita nel meccanismo dell’economia digitale: alcuni dei player cedono, senza chiedere nulla in cambio, la propria merce ad altri che la monetizzano alla grande.