Quando era sottosegretario del Pentagono Michèle Flournoy interrompeva la monotonia dei toni scuri con qualche cappotto melange, tutt’al più azzardava un colore pastello. Essere la donna che è arrivata alla carica più alta della Difesa e contemporaneamente fungere da scudo e spada della dottrina Obama, qualunque cosa sia, non permette troppe concessioni all’informalità. Adesso che è ritornata al Center for a New American Security, si concede una camicetta fucsia al limite della fluorescenza, che stranamente non toglie nulla a quell’aura sacra che le è comparsa attorno quando si è diffusa l’idea che alla radice dell’approccio di Obama alla politica estera ci fosse lei.