I millennial non abitano in un universo bipolare. Non sono liberal ma nemmeno conservatori, non sono marxisti né capitalisti, non devono scegliere fra la Nato e il Patto di Varsavia, fra la Coca-Cola e la Pepsi, fra l’analogico e il digitale, fra Yankee e Dixie. Sono adepti della personalizzazione, del do it yourself, del prodotto irripetibile, rifiutano in blocco la contrapposizione in blocchi, sono culturalmente postumi alle dialettiche novecentesche che precipitano immancabilmente nello schema binario della tesi e dell’antitesi, raramente seguite da una sintesi.