Quando il regista Piero Turchetti, quello di “Turchetti, fiato alle trombe!”, la contattò per una parte da inviato nel programma “Campanile sera”, a Enza Sampò non sembrava vero. Nella televisione di quegli anni, i primi Sessanta, per una ragazza ventenne appena affacciata sul mondo dello spettacolo lavorare in un colpo solo con Mike Bongiorno e Enzo Tortora era un po’ come approdare a Tolstoj in lingua originale senza passare dal manuale.