L’apologia fiscale di Apple di fronte al Congresso massaggia i muscoli tesi del taxpayer americano finché sostiene di non “avere fondi in qualche isola dei Caraibi” e di non essere nemmeno titolare di un “conto alle Cayman”, paradiso fiscale e inferno morale, ma mette alla prova l’aforisma frankliniano e universale circa la morte e le tasse quando è costretta a spiegare che una sua sussidiaria, Apple Operations International (Aoi) “è incorporata in Irlanda, perciò, sotto la legge degli Stati Uniti, non risiede fiscalmente in America".