Il senso della missione europea del segretario di stato americano, John Kerry, è stato dirottato, almeno nella sua fase pubblica, dalla scivolosa questione dello spionaggio fra alleati, fomentata dalle accuse estratte dal cilindro di Edward Snowden e presentate al mondo da Glenn Greenwald e compagni. A Parigi e Roma Kerry ha dovuto gestire anche le preoccupazioni degli alleati sui programmi di controllo della Nsa, lasciando che il dossier che era al centro del viaggio, quello siriano, sfilasse in secondo piano.