Il cartello “Welcome home troops” non è un’installazione provvisoria nell’aeroporto di Colorado Springs, dove gli uomini in divisa vanno e vengono con una frequenza che impone segni permanenti di incoraggiamento per chi parte, di ringraziamento per chi ritorna. Ci sono schermi che a ciclo continuo glorificano l’operato delle tre basi militari, dell’accademia aeronautica e della mitologica Cheyenne Mountain Air Force, centro missilistico un tempo segreto scavato a seicento metri di profondità nella roccia rossa, con enormi strati di materiale antiradiazione e un apparato di sicurezza che chi ha visitato il centro – tuttora in funzione ma con scopi gregari – giudica decisamente eccessivo.