Il segretario di stato americano, John Kerry, ha parlato ieri di un intervento militare “unbelievably small”, definizione che contrasta perfettamente con il minaccioso “expect everything” che il presidente siriano, Bashar el Assad, ha affidato a Charlie Rose della Pbs, a pochi giorni dalla chiacchierata minacciosa con l’inviato del Figaro. Ma la specifica di Kerry – che da Londra con tono retorico ha detto che l’America non muoverà guerra se Assad affiderà le armi chimiche alla comunità internazionale nel giro di una settimana: subito è stato preso alla lettera e costretto a sguinzagliare i portavoce per spiegare ciò che era ovvio – è una pietra d’inciampo sulla via di Barack Obama, che nelle ore in cui il Congresso è tornato al lavoro sta lanciando l’ultima offensiva mediatica prima delle votazioni decisive. Raineri Stavi parlando sul serio, Kerry?