Le macroscopiche difficoltà, non soltanto tecniche, dell’Obamacare, e i negoziati nucleari, non soltanto ginevrini, con l’Iran sono i simboli della “bancarotta del liberalismo contemporaneo”, scrive l’intellettuale neocon William Kristol sul Weekly Standard. E’ un’opinione che viaggia contromano rispetto al flusso delle deduzioni politiche dopo la limitata ma significativa tornata elettorale di martedì: a New York ha trionfato Bill de Blasio, epigono di una sinistra populista e ostile ai compromessi; dalla Virginia all’Alabama i candidati del Tea Party sono stati sconfitti, pagando un caro prezzo elettorale per l’intransigenza nel dibattito al Congresso sullo shutdown e sul tetto del debito.