Aretha Franklin, che di voci ne sa qualcosa, dice che con quel freddo è troppo rischioso cantare dal vivo, specialmente se la canzone in questione è lo “Star-Spangled Banner”, l’inno nazionale, per la cerimonia di insediamento del presidente. Meglio affidarsi a una registrazione e muovere le labbra a tempo come ha fatto prudentemente Beyoncé lunedì ed evitare la figuraccia a reti unificate sull’acuto maestoso del “rockets’ red glare”, o, ancora peggio, celebrare la “land of the free” con una ingloriosa stecca: “Quando mi hanno detto che era in playback mi è venuto da ridere – ha detto Franklin – ma ha fatto un lavoro grandioso nella registrazione”.