Dopo le esibizioni di debolezza, i ripensamenti, i vuoti strategici, gli interventi militari minacciati e ritirati, le lezioni di Putin e le moine dell’Iran, Barack Obama si è presentato all’Assemblea generale dell’Onu in versione “leader del mondo libero”. “Anche quando gli interessi americani non sono minacciati direttamente siamo pronti a fare la nostra parte per prevenire le atrocità di massa e per proteggere i diritti umani”, ha detto, riecheggiando l’idealismo, fin qui umiliato nei fatti, dei suoi consiglieri più interventisti, a partire dall’ambasciatrice Samantha Power.