La prossima frontiera dei diritti civili, come la chiama il New York Times in un soddisfatto editoriale, è quella in cui una ragazzina preadolescente che nello spazio libero della propria intimità si sente maschio si batte perché gli insegnanti le (gli?) consentano abitudini confacenti alla sua nuova identità sessuale: il bagno dei maschi, lo spogliatoio comune, la camera condivisa in gita di classe, il cameratismo di genere. In quinta elementare la ragazzina si è resa conto del divario incolmabile fra le fattezze del proprio corpo e i pensieri della mente e del cuore.