Brook Busey andava a messa tutte le mattine alle 8,10, prima di andare a scuola. Prima di abbandonare la provincia americana standard, di fare la spogliarellista, prima di lavorare in una specie di sexy shop. Prima di raccontare queste vicende in un blog molto sboccato e leggero e di tatuarsi una versione stilizzata di se stessa in lingerie sul braccio con la scritta “Johnny’s Girl”. La scritta poi è scomparsa, perché Johnny è scomparso dalla sua vita. Brook era una ragazza cattolica che andava a scuola dai preti, prima di essere notata da un produttore con un gran fiuto, prima di mettersi a scrivere sceneggiature agrodolci piene di slang e di sarcasmo, di vincere un Oscar al primo colpo per un “filmetto indipendente con degli attori canadesi”, come dice lei, trasformato chissà come in un blockbuster globale e oggetto di culto che non aveva intenzione di diventarlo, “Juno”.