L’arzillo vecchietto Cesare Geronzi non è stato sfiduciato perché banchiere vecchio stile “di sistema“ – fumoso termine inventato nei quartieri bassi del giornalismo economico – per bollare chi non sta al gioco, ma perché non stava bene entro il maggior sistema, quello da cui sono partite le accuse. L’ex presidente delle Assicurazioni Generali esercitava una mediazione, che supponeva potesse essere utile alla banca d’affari milanese, ovvero Mediobanca, da lui rappresentata nel gruppo assicurativo di Trieste. Il Leone, oltre a investire in varie imprese, ha anche un piccolo pacchetto di azioni di Rizzoli Corriere della Sera, il 3,6 per cento, e fa parte del patto di sindacato che ne controlla circa il 63 per cento. Geronzi come presidente di Generali faceva parte del patto di sindacato di Rizzoli, che contiene la corazzata Corriere della Sera