Il gruppo parlamentare radicale era minuscolo, ma si davano un gran da fare, sembravano il doppio. I loro uffici a Montecitorio erano sempre affollati, c’era sempre gente in attività tra i pesanti tavoli, le scrivanie, le sedie di pegamoide, gli armadi e le scansie a muro traboccanti dei faldoni dove veniva conservata in bell’ordine la documentazione del lavoro e delle iniziative dei deputati (i Radicali erano i soli ad archiviare con cura quel materiale; quando dovettero lasciare il Parlamento i faldoni finirono, dopo faticosi e inutili tentativi qua e là, alla Fondazione Feltrinelli, mi pare).