Con l’intenzione di abbattere i costi per gli approvvigionamenti energetici, i governi europei spingono per aprire i mercati nazionali del gas naturale, sia con l’esplorazione dei nuovi “pozzi” dello shale gas sia con accordi commerciali siglati a livello bilaterale anziché comunitario. Lo dimostrano due casi recenti, quello inglese, con il governo che intende dare nuovo impulso all’estrazione del gas dalle rocce profonde, e quello italiano, con il rafforzamento dell’intesa tra Italia e Azerbaigian per l’avanzamento del gasdotto Tap (Trans-Adriatic Pipeline) attraverso la visita di domenica del presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella capitale Baku, l’unica metropoli azerbaigiana, situata sulle rive del mar Caspio.