Gli analisti delle banche d’affari internazionali non hanno mai nascosto la predilezione per l’assetto grancoalizionista nella pur sempre effervescente arena politica italiana. E ora, nell’estate dello spread basso e della Borsa in giubilo, gli analisti confermano questa tesi al Foglio, perché i disfattisti di destra e di sinistra sono finiti schiacciati sullo sfondo: i due partiti cardine delle larghe intese – blindate dal capo dello stato Giorgio Napolitano – non hanno motivi validi per invocare elezioni immediate. Anzi, mantenere la stabilità politica, per quanto possibile, è un prerequisito per uscire dalla recessione (come già accade in Germania e in Francia).