Giovedì mattina, mentre eravamo all’inaugurazione di una scuola di sartoria per donne, in un quartiere periferico di Kabul, si è sentito, netto, il rimbombo di un’esplosione. La cerimonia del taglio del nastro era terminata da poco, dopo il lungo rituale dei discorsi. Aveva parlato per primo il vice comandante del 186° reggimento paracadutisti, il colonnello Vaira, e poi i rappresentanti del consiglio del distretto. Parole di circostanza, ma che qui, inevitabilmente, hanno un sapore diverso.