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La Green Economy in Italia, bilancio critico con qualche tendenza positiva

(Adnkronos) - Lo stato della green economy in Italia registra più ombre che luci. L’Italia è un hot spot, sottoposta a gravi impatti della crisi climatica; nel 2025, dopo anni di calo, le emissioni di gas serra sono aumentate mentre si confermano i ritardi delle rinnovabili rispetto agli obiettivi al 2030. L’Italia, poi, è prima in Europa per il consumo di acqua ed è uno dei Paesi europei a più alta dipendenza energetica dall’estero mentre mantiene un primato in economia circolare. Restano ancora poche le auto elettriche e insufficienti gli investimenti nel trasporto pubblico locale, la superficie dedicata all’agricoltura biologica nel 2025 è diminuita ma cresce la Dop economy e le città italiane mostrano vivacità nella transizione ecologica. La fotografia dell’Italia delle green economy è contenuta nella Relazione sullo Stato della Green Economy 2026 presentata oggi in apertura degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Commissione europea e del ministero delle Imprese e del Made in Italy che, come ogni anno, si svolgono a Rimini nella cornice di Ecomondo, Ieg -Italian Exhibition Group. 

“A livello internazionale registriamo importanti fattori di spinta alla green economy e il Rapporto annuale del 2025 ‘Partnership for Action on Green Economy’ curato da una collaborazione fra cinque agenzie dell’Onu, a fronte di un contesto globale caratterizzato da spazio fiscale limitato, incertezze economiche e minacce climatiche crescenti, afferma che la transizione ecologica è diventata una necessità strutturale per la tenuta socioeconomica di molti Paesi e può essere un driver concreto di inclusione sociale e crescita economica - ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, presentando la Relazione introduttiva agli Stati generali - In Italia registriamo una situazione complessivamente critica della transizione alla green economy, con qualche limitato segnale positivo, anche se un’indagine Ipsos rileva che è cresciuta la spinta green dei cittadini e delle imprese”. 

3 nov 2026

A Ecomondo Gruppo Saviola presenta 'Saviola Fortree'

(Adnkronos) - Un pezzo di legno considerato uno scarto può tornare a vivere. Una Nuova Vita è possibile anche per le persone quando viene loro offerta una nuova opportunità. Da questa riflessione nasce Rinascita Saviola Fortree, progetto dell’EcoSocial Artist Luca Gnizio che Gruppo Saviola presenta a Ecomondo 2026 in collaborazione con la Cooperativa Sociale di Bessimo – Comunità di San Giorgio (Mantova), realtà impegnata da anni nell'accompagnamento e nel recupero delle persone affette da dipendenze. Protagonista dell'iniziativa è una maestosa installazione artistica ideata da Luca Gnizio a forma di albero, alta e larga circa 6 metri, che domina lo spazio espositivo del Gruppo in fiera e diventa simbolo tangibile di trasformazione, crescita e rinascita. La sua chioma è composta da 140 cornici realizzate da 20 ospiti della Cooperativa Sociale di Bessimo, coinvolti in un percorso creativo e formativo che ha trasformato materiali destinati allo scarto in un'opera collettiva dal forte valore umano. Un’esperienza significativa che ha saputo unire le persone della comunità attorno a un progetto condiviso, proprio nell’anno in cui la Cooperativa celebra il 50° anniversario dalla sua fondazione. Per realizzare l’opera sono stati recuperati oltre mille frammenti di legno post-consumo, pari a circa 500 chilogrammi di materiale, insieme a 720 elementi metallici di recupero e a una lunga rete di juta colorata con una tintura naturale ottenuta da foglie di felce.  

Ogni cornice racconta una storia diversa. Ogni pezzo di legno porta con sé i segni di una vita precedente. Insieme danno forma a un albero che parla di seconde opportunità, di futuro e della capacità di trovare valore, anche attraverso il lavoro collettivo, laddove altri vedono soltanto uno scarto o vite spezzate. Saviola Fortree racconta infatti una doppia rinascita. Quella del legno che, grazie al modello di economia circolare promosso da Gruppo Saviola, torna a essere una risorsa. E quella delle persone che scelgono di intraprendere un percorso di cambiamento e riscoprono competenze, fiducia e nuove prospettive.  

"Il recupero è da sempre il cuore della nostra attività. Con Saviola Fortree abbiamo voluto dare forma a un messaggio che va oltre la materia e parla di persone e delle loro storie. Abbiamo messo al centro la persona, perché crediamo che la sostenibilità esprima il suo valore più autentico quando riesce a generare un impatto positivo sull'ambiente, allo stesso tempo, sulle comunità e sul territorio", dichiara Alessandro Saviola, presidente del Gruppo. 

 

"Con Saviola Fortree ho voluto raccontare il valore dell’incontro tra persone, materia e creatività. Insieme alla Cooperativa di Bessimo abbiamo dato forma a un albero nato dallo scarto, trasformando un percorso condiviso in un’opera che parla di umanità, bellezza e possibilità", afferma Luca Gnizio.  

"Per la Cooperativa di Bessimo, impegnata in percorsi di cura e reinserimento sociale di persone con disturbi da uso di sostanza, queste esperienze con realtà del mondo imprenditoriale, sono occasioni per valorizzare capacità e partecipazione e restituire visibilità a chi spesso resta ai margini dell’attenzione pubblica", aggiunge Elena Ciusani, presidente della Cooperativa di Bessimo. "Un lavoro artigianale e umano oltre la semplice manodopera: la sinergia e la sintonia simbolica col Gruppo Saviola ha valorizzato ancora di più l’azione educativa fatta di responsabilità, regole, dialogo e ascolto restituendo un sano protagonismo ai nostri ospiti. Economia circolare e rinascita sociale possono parlare la stessa lingua" commenta Giovanni Paini, responsabile Comunità di San Giorgio (Mantova), Cooperativa di Bessimo.  

A rendere ancora più significativo il progetto è il contesto nel quale viene presentato. L'installazione è infatti realizzata utilizzando anche il Pannello Ecologico®, simbolo dell'economia circolare di Gruppo Saviola, presente nello stand per un totale di 15 metri cubi di pannello, ottenuti grazie al recupero di circa 13 tonnellate di legno post consumo. Con Saviola Fortree, Gruppo Saviola, attraverso l’opera di Luca Gnizio, porta a Ecomondo una visione della sostenibilità che lega l’attenzione all’ambiente alla cura delle persone, dimostrando che il recupero non è soltanto un processo industriale, ma può diventare una straordinaria occasione di rinascita. L'installazione sarà esposta presso lo stand di Gruppo Saviola (Padiglione B1 - Stand 205/404) per tutta la durata della manifestazione.  

3 nov 2026

Cisambiente coniuga sport e ambiente a Ecomondo 2026

(Adnkronos) - Campioni nello sport, campioni per l’ambiente: sono loro i protagonisti dell’edizione 2026 di Cisambiente Confindustria a Ecomondo. A Rimini, il percorso si apre parlando di podio e si conclude con i campioni del futuro, gli studenti vincitori della prima edizione del Progetto Lic-Eco. Un filo rosso collega così le glorie dello sport italiano ai giovani impegnati sui temi dell’ambiente e dell’economia circolare. 

Martedì 3 novembre, alle 16.00, al Palco centrale (Innovation Arena, Hall Sud), si terrà la quarta edizione del Premio Lo Sport per la Vita - La Vita per l’Ambiente. L’area Sport e Ambiente di Cisambiente Confindustria, ideata da Silvano Martinotti, presidente di Sport e Ambiente, rinnova così il riconoscimento a personalità che uniscono la passione sportiva a valori etici e impegno sociale. Protagonisti saranno due glorie del passato sportivo italiano: Francesco Moser, campione del mondo di ciclismo su strada e vincitore del Giro d’Italia, e Patrizio Oliva, campione olimpico e mondiale di pugilato. Non saranno soli: accanto a loro saranno premiati Carolina Foresti, atleta paralimpica e attuale gloria del medagliere italiano, e Vincenzo Maria Cozzoli, presidente del CdA di Htr Bonifiche, consigliere generale di Cisambiente, rappresentante del mondo associativo e appassionato corridore. 

Dai podi dello sport, dai medaglieri olimpici e dalle strade del Giro d’Italia si arriva così ai banchi di scuola: giovani appassionati, protagonisti di un percorso che li accompagna a diventare campioni del futuro e custodi del Pianeta. Venerdì 6 novembre, ultima giornata di Ecomondo, alle 12.00 in Sala Ravezzi 2, Cisambiente premierà i giovani protagonisti della prima edizione del Progetto Lic-Eco. Il Progetto Lic-Eco, iniziativa di Cisambiente rivolta ai licei italiani, ha preso avvio con gli studenti del liceo 'Città di Sansepolcro' e proseguirà in altri istituti superiori. Il percorso li ha avvicinati all’ambiente e all’economia circolare attraverso il confronto con le imprese, i processi industriali e le soluzioni per l’uso efficiente delle risorse. I ragazzi hanno elaborato analisi sulla propria realtà locale e nuovi spunti di riflessione; a Ecomondo saranno premiati i tre gruppi di lavoro classificati ai primi posti.  

"Lo sport è disciplina, conoscenza di sé e rispetto degli altri. Per questo valorizzarne l’importanza anche sul piano sociale è fondamentale in un ambito come quello ambientale, che riguarda tutti trasversalmente. Con il Progetto Lic-Eco avviciniamo gli studenti ai processi industriali e li accompagniamo a diventare protagonisti consapevoli del futuro, valorizzandone la capacità di analisi e il senso critico", dichiara Lucia Leonessi, direttore generale di Cisambiente Confindustria. 

3 nov 2026

Brescia, 21enne uccide la madre a coltellate poi si consegna ai carabinieri

3 nov 2026

Elicottero caduto in Bosnia, i funerali solenni dei quattro militari morti. Crodetto: "Sono Italia migliore"

(Adnkronos) - Sono entrati avvolti dal Tricolore e portati a spalla dai commilitoni i feretri di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, i quattro militari italiani morti nello schianto del Chinook CH-47 in Bosnia, durante la missione internazionale Eufor Althea (VIDEO).  

Ai funerali solenni oggi martedì 3 novembre partecipano oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni, i due presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il vicepremier Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i ministri Matteo Piantedosi, Luca Ciriani, Marina Calderone, Gianmarco Mazzi, Andrea Abodi. Per le opposizioni presenti la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Maria Elena Boschi. 

“Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita al sacrificio è anticipazione del Paradiso. I nostri fratelli hanno messo a disposizione i loro talenti e le loro competenze. Questo impulso interiore, questo spirito, questo orientamento, nasce dal cuore di Dio che tocca il cuore dell'uomo e Dio stesso che apre a spendere la vita nell'amore”. Così nella sua omelia monsignor Gian Franco Saba, ordinario militare, celebrando le esequie. “Ora lo stesso spirito del risorto dona ad essi quanto promesso la vita eterna, la risurrezione. Cristo risorto è l'amore che dona la vita. Cristo ci insegna che la vera beatitudine consiste nell'immettere nel mondo, nelle situazioni concrete, l'amore e queste missioni speciali desiderano cooperare per questo per una fraternità universale. Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace - ha detto - mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e per tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni”. 

“Siamo qui a inchinarci a loro. Lo Stato si inchina a loro. Sappiamo che le parole non vi daranno alcun sollievo e non potranno fare nulla, ma sappiate che l'amore e l'affetto, la vicinanza che vivete oggi non morirà oggi. La famiglia della Difesa c'è oggi, ci sarà domani e sarà sempre al vostro fianco e al loro fianco perché loro hanno servito questo Paese con un onore che ricade su ognuno di noi e di cui ognuno di noi beneficia tutte le volte che andiamo all'estero. Loro sono l'Italia migliore”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto dal pulpito.  

“La Repubblica oggi è qui al funerale. Lo Stato italiano oggi è unito, senza divisioni, per rendere omaggio ai nostri 4 militari”, ha detto ancora Crosetto, aggiungendo rivolto ai familiari: “So che per voi che gli volevate bene, tutto ciò che state vivendo è incomprensibile. Vorreste rimanere da soli con loro, non avere tutto questo attorno. Perché per voi erano i bambini che avete tenuto in braccio, i ragazzi che avete visto correre, che vi hanno dato orgoglio, che avete visto crescere. Per voi erano i compagni di una vita, il marito, le persone con cui pensavate di vivere il vostro futuro. Ma sono anche altro, ed è il motivo per cui siamo qua oggi”. “Quattro persone diverse, tutte diverse tra loro. Claudio era un paracadutista del 187º, orgoglioso di essere un paracadutista. Ma era anche un amante della natura, un amante dello sport, del suo montone con cui faceva ridere i suoi compagni raccontando aneddoti. Simone arrivava a Salerno e la sua passione era anche il mare e il sub e la sua Salerno e la sua Chiara. Franco Adriano era in pensione, dopo aver lavorato 40 anni, ma non si sentiva in pensione e non era spento il suo desiderio di aiutare gli altri. Laura era tante cose. Un medico, un paracadutista, un'istruttrice di paracadutismo, una donna che faceva volontariato sulle ambulanze. Quattro storie diverse - ha continuato - ma tutte unite da una passione, da un sogno, l'orgoglio, la passione, la gioia di servire il proprio Paese. È per questo che siamo qua oggi. Perché loro oggi sono diventati qualcosa di diverso, non sono solo più i vostri figli, sono diventati dei simboli di quella voglia di servire, dell'orgoglio di servire, della gioia di servire e nessuno meglio di voi sa che ognuno di loro quattro faceva quella cosa con entusiasmo, con orgoglio, con gioia. Per questo siamo qua oggi. Perché quell'entusiasmo, quell'orgoglio, quella gioia non possono essere dimenticati. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio diceva il Vangelo. Le forze armate italiane non combattono guerre dal 25 aprile 1945, ma da allora si formano per difendere il Paese e si formano per portare la pace dove la pace è mancata, per difenderla, loro erano lì per quello”. 

“Venerdì mentre visitavo all'obitorio loro i feriti negli ospedali sono andato a vedere il resto dell'elicottero ed ero accompagnato da tutte le autorità della Bosnia Zegovina. Tutte in silenzio, non hanno parlato. Quando sono arrivato per la partenza, si sono avvicinate. C’erano un musulmano, un ortodosso e un cattolico. Si odiano da generazioni. E mi hanno detto ‘non riusciamo mai a trovare l'accordo su nulla, ma ci siamo messi d'accordo in un secondo oggi. Noi costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi”, ha detto ancora il ministro nel corso dei funerali. “È un monumento a loro, ma è un monumento alla storia delle forze armate italiane, dei costruttori di pace di un impegno - ha sottolineato - che molto spesso noi non cogliamo e di cui loro sono diventati volenti o nolenti un simbolo un simbolo che noi onoreremo e costituiremo perché custodendo quel simbolo, quello che loro rappresentano e che i loro colleghi stanno rappresentando anche in questo momento in giro per il mondo, noi costruiamo quella parte di cultura che ci rende grandi e unici la capacità di distinguere tra il bene e il male e di servire anche fino all'estremo sacrificio la causa giusta che è quella della pace”. 

Le salme delle 4 vittime sono rientrate in Italia ieri lunedì 2 novembre a bordo di un C130. Ad accogliere i feretri, con i familiari, il capo dello Stato, la presidente del Consiglio e i ministri degli Esteri e della Difesa Antonio Tajani e Guido Crosetto. Ad avvolgere le bare il Tricolore. Dopo l'arrivo, Mattarella ha reso omaggio alle vittime una a una, chinando il capo in segno di deferenza. La camera ardente allestita al Celio è rimasta aperta al pubblico fino alle 20, nella cappella Salus infirmorum. Tra le corone quella del ministro della Difesa e quella del capo di stato maggiore dell'Esercito. L'elicottero militare italiano è precipitato lo scorso 29 ottobre. A bordo del velivolo, un elicottero CH-47 italiano (la scheda), impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea, si trovavano complessivamente 15 persone. 

3 nov 2026

Attacco a centro aiuti in Ucraina, 29 morti a Komysuhvakha. Witkoff annuncia trilaterali ad Abu Dhabi

(Adnkronos) - Il bilancio delle vittime dei raid aerei russi di ieri a Komysuhvakha, nella regione di Zaporizhzhia, è salito a 29 morti. Lo ha riferito su Telegram Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di Difesa dell'Oblast di Zaporizhzhia, secondo cui i russi hanno attaccato la comunità con un Fab-3000, colpendo persone che erano venute a ricevere aiuti umanitari. 

 

Le forze russe hanno intanto colpito nella notte una struttura medica a Kharkiv con una bomba aerea, causando il ferimento di 62 persone e l'evacuazione di circa 200 pazienti, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Kharkiv, con una popolazione di circa 1,4 milioni di abitanti, è la seconda città più grande dell'Ucraina e si trova a soli 30 chilometri dal confine russo. La città è stata ripetutamente bersagliata da attacchi missilistici, con droni e bombardamenti aerei russi sin dall'inizio della guerra su vasta scala. 

Secondo il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov , l'attacco ha colpito un'area che collega diversi edifici di una struttura medica nel quartiere di Nemyshlianskyi, nella città. Il raid ha danneggiato più di 1.000 finestre tra la struttura medica e gli edifici residenziali circostanti. Terekhov ha dichiarato che circa 200 pazienti sarebbero stati evacuati verso altre strutture mediche mentre i servizi di emergenza operavano sul posto. Il sindaco ha aggiunto che le forze russe hanno condotto un attacco combinato contro la città, utilizzando missili balistici e bombe aeree guidate. 

 

"Gli Stati Uniti faranno da mediatori nei negoziati a livello tecnico tra Ucraina e Russia, che si terranno il 10 e l'11 novembre ad Abu Dhabi, portando avanti l'obiettivo del presidente Trump di porre fine alla guerra. Le discussioni si concentreranno sugli assetti di sicurezza nel dopoguerra, sulla de-escalation, sugli interventi umanitari e sui passi successivi verso la pace", scrive intanto l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, su X. 

"Inoltre, questa settimana a Bruxelles, i negoziatori americani incontreranno i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato per discutere delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, dell'architettura di sicurezza europea nel dopoguerra e delle opportunità economiche a sostegno della ricostruzione del Paese. Il nostro auspicio è quello di consolidare i progressi già compiuti a Kiev, Oslo e San Pietroburgo, puntando a un accordo di pace globale e duraturo che garantisca una sicurezza stabile per le generazioni a venire". 

 

Riuniti nell'ambito della Forza multinazionale per l'Ucraina (MNF-U), gli alleati di Kiev – sotto la guida di Francia e Regno Unito – condurranno per la prima volta in Polonia un'esercitazione su larga scala, volta a testare la loro capacità di dispiegarsi e operare congiuntamente sul campo. Circa 2.800 militari provenienti da dieci Paesi – Belgio, Estonia, Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna e Svezia – prenderanno parte all'esercitazione, denominata "Koalicja" (coalizione in polacco), che si terrà in Polonia dal 9 al 22 novembre. L'annuncio è stato dato da Londra e Parigi in un comunicato congiunto. 

La MNF-U, istituita nel marzo 2025 e dichiarata operativa quest'estate, ha lo scopo di dispiegarsi rapidamente non appena verrà firmato un cessate il fuoco, al fine di aiutare l'Ucraina a scoraggiare, in futuro, qualsiasi ulteriore aggressione da parte della Russia. 

 

3 nov 2026

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3 nov 2026

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3 nov 2026

Stati generali dell'educazione e della prevenzione, alla Camera incontro per dare risposta comune al disagio giovanile

(Adnkronos) - Parlamento, autorità, magistratura, forze dell’ordine, sport e Terzo settore si sono ritrovati ieri alla Camera dei Deputati, nella Sala della Regina, per gli Stati generali dell’educazione e della prevenzione. L’iniziativa, promossa da Enzo Amich, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la sostenibilità digitale e la sovranità tecnologica, insieme all’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile e con il supporto organizzativo di Bistoncini Partners, ha la finalità di superare la frammentazione degli interventi e costruire una risposta comune e tempestiva al disagio dei più giovani. I lavori si sono articolati in due panel: il primo dedicato a cyberbullismo, sicurezza digitale e disagio giovanile, il secondo al ruolo educativo dello sport come presidio di rispetto e inclusione. In apertura, Enzo Amich, promotore dell’iniziativa, ha legato il tema del bullismo al cambiamento del mondo in cui i ragazzi crescono: "Oggi bullismo, isolamento e fragilità passano soprattutto dagli spazi digitali, dove nessuno da solo può arrivare. Per questo abbiamo voluto riunire in questa sala tutti i livelli di responsabilità, dalla scuola allo sport, dalle forze dell’ordine alla magistratura. Non basta più intervenire quando il danno è fatto: dobbiamo arrivare prima". Un lavoro di rete che, ha proseguito Amich, trova nell’Osservatorio un punto di riferimento: "L’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile è impegnato ogni giorno nel creare occasioni di confronto e nel costruire una rete tra tutti gli attori che contribuiscono alla prevenzione del bullismo e del disagio giovanile. Sono lieto di sostenere questa realtà e mi auguro che la politica sappia fare altrettanto nei prossimi anni, perché il contrasto al bullismo e al disagio giovanile non ha colori politici". 

Un’esigenza, quella di costruire una risposta comune e tempestiva, che Simonetta Matone, componente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, ha ripercorso con la propria esperienza nella magistratura minorile: "Quando mi occupavo dei procedimenti minorili, i casi di bullismo che arrivavano all’attenzione del pubblico ministero erano estremamente isolati. Oggi, con i social, è diventata una vera e propria emergenza nazionale: episodi di pestaggi vengono filmati e pubblicati online. Gli strumenti per intervenire esistono: i provvedimenti a partire dal decreto Caivano hanno ampliato il ruolo della Procura minorile, anche nei confronti dei minori non imputabili, coinvolgendo genitori e servizi sociali in percorsi progressivi di recupero. Ma la risposta deve essere immediata, anche sanzionatoria, perché la punizione ha una valenza rieducativa. La consapevolezza dell’impunità costituisce il magma su cui il bullo prospera. Il bullo è convinto che non gli accadrà nulla". Il punto di partenza del confronto è stato il Rapporto 2026 dell’Osservatorio, 'Connessi a tutto. Soli dentro.', che racconta una generazione in cui il disagio si fa sempre meno visibile e sempre più profondo. Il 37,79% degli adolescenti è stato vittima diretta di prevaricazioni nell’ultimo anno, ma il bullismo colpisce sempre meno con la violenza fisica e sempre più con l’esclusione. Il 41,27% vive l’ansia di 'non essere abbastanza' e il 30,21% prova spesso vergogna per il proprio corpo. Il 40,90% si sente 'spento' come condizione quotidiana, il 24,30% pensa regolarmente che gli altri starebbero meglio senza di lui e il 19% ha avuto pensieri autolesivi o di rinuncia alla vita. A questo si aggiunge la fatica di trovare ascolto: il 47,47% trova difficile chiedere aiuto e il 42,96% sente genitori, docenti e allenatori lontani dal proprio mondo.  

"Il problema non è solo il disagio giovanile, ma il disagio non raccontato -, ha spiegato Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile - Rispetto allo scorso anno il malessere nasce meno dal bullismo esplicito e più da una fragilità emotiva che i ragazzi vivono in silenzio. Il gruppo che più ci preoccupa è quello degli 'affaticati silenziosi': circa quattro su dieci, studiano, sorridono, rispondono, ma dentro nascondono ansia e vuoto. Ciò che oggi non si vede rischia di diventare l’emergenza clinica di domani. Per raggiungerli dobbiamo partire dai luoghi in cui i ragazzi stanno bene, e lo sport è uno di questi: non è un’attività accessoria, è un presidio di salute psicologica e va riconosciuto come tale. Con la Maratona del Rispetto abbiamo attraversato l’Italia per ascoltarli, e oggi portiamo la loro voce in Parlamento, perché il silenzio non diventi un sintomo". Gran parte di quel silenzio si consuma online. Il 52,35% dei ragazzi ammette che i social condizionano direttamente i propri pensieri e comportamenti, il 43,90% controlla lo smartphone in modo compulsivo, il 35,64% incontra spesso contenuti violenti o traumatici e il 30,96% sente che l’intelligenza artificiale lo capisce meglio delle persone reali. È il tema su cui si è soffermato Marco Ludovico, direttore della Comunicazione e Rapporti Istituzionali dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: "La sicurezza digitale è prima di tutto una questione culturale. Non si tratta di vietare il digitale ai ragazzi, ma di insegnare loro a usarlo e a riconoscerne i rischi, insieme alle famiglie e alla scuola. La consapevolezza è la prima forma di protezione". Il rapporto indica però anche dove si trovano le risorse su cui costruire. Il 71,48% dei ragazzi riconosce almeno una figura guida positiva nella propria vita, il 68,67% aiuta attivamente un amico in difficoltà e il 63,97% trova nello sport e nelle attività artistiche fiducia, equilibrio e senso di appartenenza.  

 

Sulla responsabilità delle piattaforme si è concentrato il Stefano Epifani, direttore del Comitato scientifico dell’Intergruppo parlamentare per la sostenibilità digitale e la sovranità tecnologica: "Le piattaforme non si limitano a ospitare contenuti: attraverso i loro algoritmi decidono quali comportamenti premiare. E quando il criterio è massimizzare le interazioni, a essere premiati sono spesso indignazione, ostilità e conflitto. Non basta contrastare l’odio online se poi i sistemi di raccomandazione continuano ad amplificare i contenuti divisivi: l’attenzione degli utenti è una risorsa economica e l’engagement alimenta il modello di business di molte piattaforme. Il Parlamento europeo, con la risoluzione del 26 novembre 2025, ha chiesto di vietare per i minori i sistemi di raccomandazione basati sull’engagement e le pratiche più dannose che creano dipendenza. Nel settembre 2026 la Commissione ha presentato l’Eu Kids Act, che interviene proprio su questi meccanismi. Ora la questione è trasformare quelle proposte in obblighi concreti e garantirne l’effettiva applicazione".  

Sul versante della prevenzione, Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha richiamato le attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani e la necessità di sostenere le famiglie nell’accompagnamento digitale: "Da tempo abbiamo deciso che la prevenzione non passa soltanto attraverso il monitoraggio di ciò che avviene in rete, ma anche attraverso l’informazione. Ogni anno incontriamo quasi mezzo milione di studenti e, a fronte dei recenti episodi di violenza nelle scuole, in appena due settimane ne abbiamo incontrati quasi 100.000. Parlare ai ragazzi, sensibilizzarli e costruire con loro un modo corretto di approcciare le nuove tecnologie è essenziale. Ma c’è bisogno anche di regole più chiare e semplici, che aiutino i genitori a esercitare un ruolo di controllo e accompagnamento. Le famiglie spesso non hanno le competenze per comprendere quanto la dimensione virtuale sia diventata importante nella vita dei figli. Su questo bisogna lavorare, attraverso un patto che coinvolga l’intera società". 

Infine, allo sport è dedicato anche 'Oltre la medaglia', il documentario realizzato dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile in collaborazione con Unicef Italia e presentato durante l’evento. Il film dà voce ai campioni olimpici per parlare ai giovani: racconta il rispetto attraverso le storie di grandi sportivi italiani, fatte di cadute, fragilità e ripartenze, e mostra come dietro ogni medaglia ci siano la fatica, la paura di sbagliare e il bisogno di qualcuno che sappia ascoltare. Con testimonianze autentiche e riflessioni condivise, il documentario si rivolge a ragazzi, famiglie e scuole, e ricorda l’importanza dell’ascolto, dell’inclusione e della responsabilità educativa. 

3 nov 2026

Usa, bambino muore di morbillo a New York: primo caso in 30 anni

(Adnkronos) - Un bambino è morto a causa del morbillo nello stato di New York, il primo decesso per questa malattia in 30 anni. Lo ha reso noto la governatrice Kathy Hochul. Il bambino risiedeva nella contea di Lewis, nella parte settentrionale dello Stato, dove la malattia si è diffusa nell'ultimo mese.  

"Come madre e come nonna, non riesco a immaginare cosa stia passando questa famiglia", ha dichiarato la Hochul, accusando l'amministrazione Trump di aver indebolito le campagne di vaccinazione negli Stati Uniti. Si tratta della più grave epidemia di morbillo degli ultimi decenni: quest'anno sono stati segnalati oltre 4.800 casi negli Stati Uniti, il numero più alto dal 1990. Solo a New York sono stati diagnosticati oltre 160 casi e la governatrice ha dichiarato lo stato di emergenza il mese scorso a causa della diffusione della malattia. Gli esperti sanitari attribuiscono l'epidemia principalmente al calo dei tassi di vaccinazione. 

Su quanto accaduto è intervenuto anche l'infettivologo Matteo Bassetti: "Dopo oltre 30 anni, nello Stato di New York si torna a morire di morbillo: una bambina è morta durante un'epidemia in corso. È il prezzo dell'ignoranza travestita da libertà di scelta, della disinformazione e del rifiuto dei vaccini. Pensavamo di aver relegato queste morti al passato. Ci sbagliavamo. Anche in Italia potrebbe accadere: con il calo delle coperture vaccinali, è solo questione di tempo prima che il morbillo torni a uccidere. E non sarà una fatalità, ma una tragedia in gran parte prevenibile", ha scritto su Instagram. 

3 nov 2026

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