Totò principe dell'estate

Ventitré film in una settimana. Ma non è l’unico: la tv generalista è un campo di battaglia di replicanti

Totò principe dell'estate

Totò e Peppino De Filippo

Verso la metà degli anni Sessanta, la Rai propose a Totò di assemblare il meglio del suo repertorio teatrale per trarne dieci puntate da mandare in onda in prima serata. Un’infilata di gag, tormentoni e sketch celebri, a loro volta già ampiamente cannibalizzati nei suoi film. Insomma, un riciclaggio del riciclaggio pensato apposta per lo spettatore della tv. Oggi l’avremmo chiamata “una serie televisiva con Totò”. Dopo vari rinvii, tagli e intoppi democristiani, la Rai propose di trasmetterla nel mese...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    24 Luglio 2017 - 13:01

    Con Totò vivo e attivo gli altri attori erano costretti a confrontarsi con la sua superba arte e molti si arrampicavano ed erano bravi. Mandare in onda tanto Totò impietosamente mostra quanto sia basso il livello qualitativo della maggior parte degli attori di cinema e teatro. Con la grancassa mediatica oggi ,si salvano capra e cavoli, anche uno scaraffone è bello al pubblico.

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