Così un'intelligenza artificiale ha sconfitto il campione del mondo di Go

AlphaGo, creata da Google, ha battuto il giovane cinese Ke Jie in uno dei giochi di strategia più complessi al mondo

AlphaGo

Ke Jie durante la sfida persa contro AlphaGo (foto LaPresse)

L'intelligenza artificiale sviluppata da Google, AlphaGo, ha sconfitto Ke Jie, ragazzo cinese campione mondiale di Go, uno dei giochi di strategia più complessi al mondo. In Go la tavola su cui sono collocati le pedine è divisa in 19 quadrati in orizzontale e altri 19 in verticale e lo scopo è quello di prendere il controllo della maggior parte della tavola. Go è considerato un gioco ancora più complesso degli scacchi.

 

La sfida tra Ke e AlphaGo prevede tre incontri e quello vinto ieri dalla macchina è il secondo della serie: AlphaGo ha vinto entrambe le partite. "Sono un po' triste, mi dispiace perché penso di avere giocato abbastanza bene", ha detto Ke dopo la sconfitta. In effetti anche l'ideatore di AlphaGo, Demis Hassabis, ha ammesso che il campione del mondo ha giocato in modo "perfetto" per i primi 50 turni di gioco e ha portato al limite l'intelligenza artificiale.

 

Già l’anno scorso AlphaGo aveva battuto dei campioni di Go in tornei ufficiali, ma Ke è senz’altro il più forte. La sfida è avvenuta nell’ambito del summit sul futuro del Go, un evento organizzato da Google a Wuzhen, in Cina, per mostrare il livello di avanzamento della sua tecnologia. L’ultima partita tra AlphaGo e Ke si terrà sabato; oggi, invece, Google ha organizzato una partita in cui due intelligenze artificiali giocano in modalità collaborativa.

 

Gli avanzamenti ottenuti con l’intelligenza artificiale di AlphaGo, ovviamente, hanno come scopo finale l’applicazione pratica in campi della vita di tutti i giorni. Noel Sharkey, esperto informatico dell'Università di Sheffield, ha detto però alla Bbc che l'entusiasmo non deve esagerare le reali capacità delle intelligenze artificiali. AlphaGo, ha detto Sharkey, non ha consapevolezza di quello che fa e per questo non dispone di una "intelligenza generale". "Non sa che sta giocando. E quindi non potrebbe nemmeno prepararvi una tazza di tè".

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Commenti all'articolo

  • tecnoworld

    27 Maggio 2017 - 00:12

    Che frasi sciocche, quelle sulla consapevolezza, quando manco sappiamo cosa sia veramente in ambito umano. È ovvio che siamo di fronte a sistemi esperti all'ennesima potenza, ma qui si parla di machine learning evolutissimo. Non si può escludere l'emergenza di una forma di consapevolezza, attraverso l'analisi di sempre più ampie moli di dati. Sicuramente sarà diversa dalla consapevolezza umana, qualunque cosa essa sia. E meno male.

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