That Win the Best

Speriamo che almeno faccia bello quest'estate

L’Italia fuori dal Mondiale permette agli italiani di fare ciò che preferiscono: lamentarsi

Speriamo che almeno faccia bello quest'estate

L'esultanza della Svezia al termine della partita contro l'Italia (foto LaPresse)

Londra. Non credo che perdonerò tanto facilmente il direttore, il quale mi ha costretto a guardare Italia-Svezia e scriverne. Per dimenticare quello che ho visto non basterà tutto il brandy che ho in cantina: una squadra messa in campo a caso che cercava di vincere una partita che era destinata a perdere, guidata da un bollito. Praticamente il centrosinistra italiano. Leggere certi commenti su social network e giornali italiani è molto istruttivo, la dice lunga su quanto l’Italia sia un paese di commissari tecnici che non capiscono un cazzo, esattamente come Ventura: un tripudio di analogie tra un paese allo sbando e i giocatori impauriti, sulla dirigenza inadeguata come la classe politica e altre simili banalità che svelano l’atavico difetto italiano per cui è sempre colpa di qualcun altro, dell’arbitro, del tempo, del sistema, dell’allenatore, del presidente, degli stranieri. Date retta a chi ci è passato, a chi dal 1966 non vince niente, sbaglia quasi tutti i Mondiali e gli Europei. Nel nuovo calcio ridicolo voluto dalla Fifa non ci sono più posti riservati a tavola, e il primo errore da evitare era quello di pensare che “non può esserci un Mondiale senza l’Italia”, giocando come se il posto a Mosca fosse dovuto. Consolatevi, in Russia d’estate c’è un clima di merda, molto meglio stare al mare in Italia a giugno e luglio.

 

Con la squadra vista in campo l’altra sera sarebbe finita comunque presto, e male: una bella eliminazione contro la Costa Rica, per intenderci. Certo, dispiace per tutti quei giornalisti sportivi pronti a farsi un mese di vacanza tutto pagato per raccontare le partite degli Azzurri, sono quelli che erano più assatanati contro il commissario tecnico. Ma invece di insultare il pur mediocre Ventura, dovreste ringraziarlo: lasciando fuori Insigne contro la Svezia vi ha anche dato la scusa perfetta: potete passare le prossime settimane a convincervi che con l’attaccante napoletano in campo sarebbe finita 3-0 per l’Italia. Ascoltate chi ci è già passato, è il realismo che vi manca.

 

Siete veramente convinti che l’Europeo con Antonio Conte in panchina sia stato esaltante, solo perché avete perso ai rigori contro la Germania. A leggere ricordi e commenti sembrava che la coppa l’aveste vinta voi. Esiste qualcuno che si rende conto che dalla vittoria culona del 2006 il calcio nazionale italiano ha prodotto il nulla più assoluto? Dopo ogni eliminazione ai Mondiali successivi leggevo sempre le stesse cose: ripartire dai vivai, azzerare i vertici, migliorare i centri federali, far lavorare insieme Nazionale e club. Roba che il programma elettorale di Beppe Grillo è stato preso più sul serio, in confronto. Quando devi convocare Gabbiadini per la partita della vita, e l’infortunio di Zaza è una tragedia, vuol dire che qualcosa non va alla radice. L’Italia sperava nel solito colpo di culo, in una qualificazione casuale come lo schema di gioco di Ventura, e poi vediamo come va a giugno. E’ andata male, questa volta, ma almeno tutti hanno visto che Belotti non vale 100 milioni, che Verratti dovrebbe giocare al massimo nel Crotone, che Florenzi verrà ricordato soprattutto per la dedica alla nonna, che Immobile può puntare al massimo a vincere una Coppa Italia con la Lazio.

 


Le tifose svedesi danno appuntamento ai tifosi italiani sulla riviera romagnola, ma da metà luglio in poi. Prima hanno altri impegni, loro


 

Niente spaghetti e mandolino in Russia, niente striscioni simpatici dei goliardici tifosi azzurri (l’altra sera c’era un “Vi fottiamo comunque… o il Mondiale o le svedesi al mare” degno di questa pagina). Forse la cosa peggiore sono i tedeschi che esultano su Twitter: “Pray for Italy” e “World champion now?”, scriveva gaudente Michael Ballack l’altra sera. Dalla Germania, tra l’altro, dove la percentuale di stranieri che gioca è praticamente uguale a quella italiana. Solo che a Berlino non c’è un Salvinen o un Fiorellen che si lamentano: chissà come mai, la loro Nazionale è forte lo stesso. Auguri, amici italiani: sarà una lunga traversata del deserto: dopo la pagliacciata invernale del Qatar nel 2022 i prossimi Mondiali che si giocheranno in estate saranno quelli del 2026, tra otto anni e mezzo. Vi auguro di non passarli a lamentarvi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi