Adorate mie cravatte, non soccomberete al grigiore di Di Maio

Tra tanti grillini descamisadi, è andato a vincere proprio il politico di Pomigliano d'Arco. E così un accessorio maschile felicemente obsoleto torna a essere fattore di rassicurazione e calcolo elettorale

Adorate mie cravatte, non soccomberete al grigiore di Di Maio

Luigi Di Maio (Foto LaPresse)

Cravatte, cravatte del mio armadio, a voi devo dirlo: avrei preferito Di Battista. Ma pure Roberto Fico o qualsiasi altro grillino descamisado. E adesso invece avremo dappertutto Di Maio con i suoi completi tristi, con le sue cravatte impiegatizie. Io negli ultimi tempi avevo ricominciato a portarvi massicciamente, amate cravatte mie, in chiave controculturale, con attitudine dandy e punk, in polemica con il vero potere che oggi è scravattato (vedasi le felpe californiane, sineddoche di Riccardo Ruggeri per definire i nuovi padroni del mondo).

 

Tutto stava andando per il meglio e pensavo di comprarvi tante nuove sorelline, Etro-Borrelli-Barba-Gallo-Ferragamo, ma purtroppo il politico di Pomigliano d’Arco ha riportato il significato della cravatta indietro di cinquant’anni. Con Di Maio un accessorio maschile felicemente obsoleto torna a essere fattore di rassicurazione e calcolo elettorale. Una striscia di seta con funzione di tazza di valeriana, perfetta per tranquillizzare le mamme e ancor più le nonne. Cravatte, cravatte del mio armadio, per non rinunciare a voi ho deciso di abbinarvi a pezzi smoderati, per nulla da Palazzo Chigi: camicie in denim o in velluto a righe, pantaloni di pelle, stivali da motociclista, forse perfino grossi anelli d’argento… Dal punto di vista estetico rischierò moltissimo pur di impedire a quell’uomo di strumentalizzarvi, di ridurvi a striscette acchiappavoti. E’ una promessa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Trumpsupporter85

    29 Settembre 2017 - 08:08

    ...no, per favore, gli anelli d'argento no: li portano i musulmani o maomettani o coranisti che di si voglia...non aggiungiamo confusione alla confusione...

    Report

    Rispondi

  • carloalberto

    28 Settembre 2017 - 09:09

    Beh, no, Langone, passi per il grigiore di Di Maio, ma che lei pretenda di portare camicie denim proprio no, per favore, è una cosa orrenda! E poi meglio un grigiore impiegatizio che uno scravattamento becero.

    Report

    Rispondi

  • GianniM

    27 Settembre 2017 - 10:10

    La forza "eversiva" della cravatta, al giorno d'oggi, non è solo nella sua estetica, ma soprattutto nella simbologia che esprime: accessorio maschile per eccellenza, capace di conciliare eleganza (intesa quale gusto, distinzione, capacità di scegliere) e appropriatezza. In quanto "accessorio", la cravatta può esprimere pienamente e sinceramente questi significati solo se associata correttamente a capi di abbigliamento e contesti d'uso. Altrimenti resta un vessillo posticcio che tradisce se stesso, qualunque significato gli si voglia forzatamente attribuire (la forza rassicurante di Di Maio o il disperato anticonformismo di Langone). La forza eversiva e controculturale della cravatta, rispetto alla postmodernità sguaiata, è una forza silenziosa, che si impone con l'esempio. Per strillare, quando ce n'è bisogno, ci sono i giornali, i social media, le piazze. In giacca e cravatta, possibilmente.

    Report

    Rispondi

    • carloalberto

      28 Settembre 2017 - 09:09

      Beh, la cravatta non è mai stata solamente maschile, anche ai primi del Novecento c'erano donne che la portavano senza alcuno scandalo, anche se sapeva di impiegatizio e di tentativo di uniformarsi al maschile più che di moda.

      Report

      Rispondi

Servizi