La destra risorge in Liguria. Il centrosinistra perde 12 sindaci

Il modello Toti guadagna i municipi del nord. Al M5s Carrara. Il Pd perde malamente Genova, La Spezia e L'Aquila

La destra risorge in Liguria. Il centrosinistra perde 12 sindaci

Giovanni Toti con Matteo Salvini (foto LaPresse)

Il centrodestra vince le comunali 2017 e ottiene 16 sindaci nei comuni capoluogo di provincia (ne aveva 7). Il centrosinistra riesce a fare eleggere appena 6 sindaci (ne aveva 17). Il Movimento 5 stelle perde Parma (ma conquista Carrara), dove l'ex pentastellato Pizzarotti, sostenuto da una lista civica, rimane sindaco. Il centrodestra strappa al centrosinistra 12 sindaci: Genova, L'Aquila, Monza, Piacenza, La Spezia, Alessandria, Asti, Pistoia, Como, Rieti, Lodi, Oristano. Confermati i sindaci di Verona, Catanzaro, Frosinone e Gorizia. Il centrosinistra, sua volta, vince a Padova e Lecce e conferma i sindaci di Palermo, Taranto, Lucca e Cuneo.

   

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Il centrodestra perde invece il comune di Trapani, che sarà commissariato. Al ballottaggio con un solo candidato non è stato raggiunto il quorum del 50 per cento dei votanti e l'affluenza è stata appena del 26,75 per cento. Nei maggiori comuni non capoluogo di provincia il centrodestra ha vinto a Sesto San Giovanni e Legnano. Il Movimento 5 stelle a Guidonia e il centrosinistra a Molfetta.

 

Ma è in Liguria che il centrodestra registra un risultato storico - e con tanto di marcia trionfale d'ingresso a palazzo Tursi - la coalizione di centrodestra rappresentata dal manager Marco Bucci, per la prima volta nel dopoguerra, conquista Genova "la rossa". Bucci ha vinto con un largo margine: 55,24 per cento contro il 44,76 per cento del suo avversario di centrosinistra, Gianni Crivello. "Sarò il sindaco di tutti, anche di chi ha votato l'altra parte o non ha votato", ha assicurato Bucci nella sua prima conferenza stampa nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi dove è intervenuto stanotte.

 

Due ore prima l'intervento davanti alla stampa del rivale Crivello: "Ricostruiamo da domani quel mondo e quella politica in cui crediamo", ha detto una volta appreso il risultato, "i dati ci dicono anche che si tratta di una sconfitta a livello nazionale e il risultato è inequivocabile. Faccio gli auguri a Bucci. La nostra sarà un'opposizione dura, ma seria". Poi una stoccata al Pd, che lo sosteneva pur non essendo il candidato del partito: "Il Partito democratico a livello nazionale avrebbe potuto esserci di più, specialmente se pensiamo a quanto hanno speso gli altri per la campagna elettorale, un sostegno economico maggiore da parte del partito nazionale non sarebbe stato negativo".

 

Dei 491.167 elettori, ha votato il 42,67 per cento ovvero 209.595. Il risultato di Genova - e il modello Toti, come si sottolinea da più parti - viene rafforzato dalla vittoria anche a La Spezia, dove il candidato di centrodestra, l'ex sindacalista Cisl Pierluigi Peracchini, vince il ballottaggio col 59,3 per cento rispetto al 40,7 per cento di Paolo Manfredini, facendo segnare al centrosinistra (al governo dal 1972, ndr) un risultato da minimi storici. "E' una vittoria che onora il principio dell'alternanza, la vera democrazia. Noi abbiamo messo in campo il meglio che potevamo, con un programma tutto basato sulle esigenze dei cittadini. Dalla parte opposta ho sentito tante calunnie. Ora cambiamo questa città", il commento del neo sindaco Peracchini. A Chiavari, ultimo comune ligure al ballottaggio, il centrodestra invece incassa la sconfitta del sindaco uscente Roberto Levaggi contro lo sfidante della lista civica Marco Di Capua, candidato seguace del vecchio sindaco Agostino, ma comunque sempre di tendenza centrodestra. Di Capua ottiene il 53,42 per cento contro il 46,58 per cento di Levaggi. "Un risultato che va al di là di quanto speravo e già da domani cominceremo a lavorare per mantenere tutte le promesse che abbiamo fatto in campagna elettorale e la prima cosa è fermare il depuratore sulla spiaggia del lido", ha spiegato Di Capua.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    26 Giugno 2017 - 12:12

    Simpatizzo per il centrodestra, ma sinceramente l'enfasi della vittoria mi sembra esagerata. Dove sono i programmi e i contenuti dell'area in questione? Dove sono le riforme? Tra poco i vari leader ci proporranno le province, il ruolo esagerato delle regioni, la riscoperta del Cnel e magari dello statalismo, visto che le liberalizzazioni sono un miraggio e si limitano, vedi decreto concorrenza, alle solite farmacie. Sono esempi che dovrebbero fare meditare quelli che sultano, da Berlusconi, a Salvini e a Toti.

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