Gli spintoni a Fedeli e gli irresponsabili che incitano alla violenza

Non capire il peso di certe parole è un modo come un altro per dimostrare che i populisti di oggi sono degli irresponsabili turisti della democrazia

Gli spintoni a Fedeli e gli irresponsabili che incitano alla violenza

Il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli (foto LaPresse)

Al direttore - Ho visto che le cronache raccontano di uno contusione del ministro Valeria Fedeli a seguito di una bagarre scatenata in aula dalla Lega durante la discussione dello Ius Soli. Non pensa sia una cosa grave, direttore?

Luca Maffei

Verrebbe voglia di minimizzare e dire che non è successo niente e che qualche spintone in Parlamento può capitare ma purtroppo quello che è accaduto ieri con il ministro Valeria Fedeli non può essere archiviato così facilmente. Nel mondo, oggi più che mai, esiste un movimento trasversale, a carattere demagogico, che in modo più o meno esplicito ha sdoganato l'idea che di fronte a qualche atto non gradito della politica sia giustificabile la violenza. Beppe Grillo, una settimana fa, ha detto, esplicitamente, che “la gente ha tutto il diritto di essere violenta quando gli porti via i diritti, la salute”. Luigi Di Maio, il vice capo algoritmo, qualche settimana fa, dopo il parere negativo dato dal Senato sulla decadenza di Augusto Minzolini, ha detto, esplicitamente, “poi non lamentatevi se i cittadini ricorrono alla violenza”. Ci piace pensare che Beppe Grillo e Luigi Di Maio giustifichino solo la violenza verbale di cui il Movimento 5 stelle è portavoce nazionale. Ma purtroppo in una fase storica come quella in cui viviamo oggi – un anno fa in Inghilterra un uomo ha sparato alla deputata laburista Jo Cox, uccidendola; oggi Nathalie Kosciusko-Morizet, ex ministra francese e candidata della destra alle legislative a Parigi, ha perso conoscenza per vari minuti dopo essere stata aggredita da un passante mentre faceva campagna elettorale per le legislative, ieri un uomo ha sparato al deputato repubblicano Steve Scalise – giocare con le parole che incitano alla violenza è un modo implicito per caricare altra violenza. La seconda Repubblica è nata con la Lega che agitava il cappio e il cappio della gogna è stato la metafora di un ventennio. Non capire che giocare con la violenza nella repubblica di oggi può portare altra violenza è un modo come un altro per dimostrare che i populisti di oggi non sono soltanto un popolo che risponde ai clic di alcuni e trasversali clown ma sono, cosa più grave, degli irresponsabili turisti della democrazia.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    16 Giugno 2017 - 14:02

    La Fedeli vecchia sindacalista ha sfruttato come un esperta violenta di piazza l'occasione per passare per martire. se si può scrivere sennò un abbraccio da devoto ospite.

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  • lorenzolodigiani

    16 Giugno 2017 - 13:01

    Quie leghisti che hanno inscenato una vergognosa bagarre, ieri, in parlamento, per contestare una leggi che ci accomuna alla gran parte dei paesi europei, sono italiani di cui, volentieri, si farebbe a meno.

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    • iksamagreb@gmail.com

      iksamagreb

      16 Giugno 2017 - 14:02

      ..o forse "per contestare una legge" che Dio voglia non ci accomuni mai con le percentuali di cittadini francesi-antifrancesi o cittadini inglesi-antinglesi o tedeschi-antitedeschi i quali ora, oltre a scappare sui fronti caldi travestiti da Is per sgozzare i loro concittadini rispettivamente francesi, inglesi e tedeschi, tramano in patria per rovesciare le democrazie. In un mondo dove nessuno più vive due giorni nello stesso posto, lo jus-soli è un'insensatezza . Cittadini si è per condivisione prevalente ad una comune Patria, lingua, mentalità religiosa, politica e civile. L'attuale DEBOLEZZA dell'Occidente che lo rende soccombente di fronte a poche migliaia di scalmanati, sta proprio nella superficialità e nelle diversità incompatibili dell'idea di CITTADINANZA degli occidentali . I Popoli con precisa e condivisa IDENTITA' di cittadinanza invece - vedasi gli ebrei ma non solo - attraversano indenni gli stravolgimenti della storia. Le babeli invece ne vengono travolte e cancellate.

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  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    16 Giugno 2017 - 11:11

    Per la cronaca "Il ministro è stato ferito al gomito, è stato medicato con un cerotto antidolorifico ma sta bene". Fermo restando il segno di inciviltà, peraltro perfettamente coerente con un parlamento che tratta in modo criminale l'argomento in esame, la discussione mi impedisce il sollievo di constatare che l'entità delle ferite sia paragonabile a quella dei calciatori che rotolano istericamente a terra dopo esservisi gettati da se.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    16 Giugno 2017 - 11:11

    La Lega, nella persona di Leoni Orsenigo, che agitava il cappio in parlamento era la Lega di Bossi, che viene sempre magnificata da questo giornale come se fosse quella dell'età dell'oro e non quella del delirio secessionista

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