Finisce la sceneggiata, Berdini toglie il disturbo

Dopo giorni di tira e molla, le dimissioni dell'assessore all'Urbanistica della giunta 5 stelle di Roma ora sono irrevocabili

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Paolo Berdini in Commissione di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato del degrado delle città e delle loro periferie (LaPresse)

"Ora le mie dimissioni sono irrevocabili". Dopo giorni di polemiche a distanza con il sindaco di Roma, Virginia Raggi, arriva l’annuncio di Paolo Berdini, l'assessore all'Urbanistica della giunta grillina. Le prime dimissioni, presentate una settimana fa, erano state respinte con riserva da Raggi. Ora, a comunicare l'irrevocabilità della sua decisione è stato lo stesso Berdini in una nota. "Prendo atto che sono venute a mancare le condizioni per proseguire il mio lavoro. Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l'emergenza abitativa - attacca Berdini - l'unica preoccupazione sembra essere lo stadio della Roma". Raggi ha avocato a sé le deleghe all'Urbanistica e Infrastrutture precedentemente assegnate all'assessore e ha commentato: Berdini "preferisce far polemiche invece che lavorare. Noi andiamo avanti''. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, a margine del concerto organizzato dall'ambasciata italiana presso la Santa Sede per la ricorrenza dei Patti Lateranensi.

La "corte dei miracoli" della Raggi. Berdini compreso

Le parole dell'assessore all'urbanistica e la sua trasparenza fino all'ingenuità

Nelle ultime ore l’urbanista si era espresso appunto contro la costruzione del nuovo impianto sportivo. "Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza delle decisioni urbanistiche, invece si continua sulla strada dell'urbanistica contrattata, che come è noto, ha provocato immensi danni a Roma", si legge nella nota. Berdini chiedeva forti tagli alla parte commerciale del progetto, mentre la giunta sembrava intenzionata a costruire l’impianto. E i tavoli tecnici annunciati nei giorni scorsi tra i vertici dell’As Roma, quelli del Campidoglio e il costruttore Luca Parnasi intendono salvare il progetto da 1,5 miliardi nell’area dell’ex ippodromo di Tor di Valle.

 

"Se permetteremo il voto online ai militanti M5s? Guardi, adesso c'è un incontro in corso”, ha detto Raggi a un giornalista che le chiedeva se il tavolo di trattativa aperto con l'As Roma sarebbe stato facilitato dall'assenza dell'assessore Berdini. L'As Roma ha presentato una revisione del progetto per lo stadio che va incontro alle richieste dell'amministrazione capitolina, con un taglio della cubature che dovrebbe aggirarsi sul 25%. Si profila quindi un via libera del Comune al progetto.  

Sullo stadio della Roma Virginia Raggi prova a salvarsi con Totti

Il sindaco risponde all'appello del capitano giallorosso per la costruzione del nuovo impianto: "Ci stiamo lavorando, ti aspettiamo in Campidoglio per parlarne"

All'incontro in Campidoglio hanno partecipato il vicesindaco Luca Bergamo, il presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito, il capogruppo M5s Paolo Ferrara, la presidente della commissione all’Urbanistica Donatella Iorio. Per i proponenti partecipano il dg dell'As Roma Mauro Baldissoni, il costruttore Luca Parnasi e il project manager di Parsitalia Simone Contasta.

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Il sindaco ha per ora respinto le dimissioni dell'assessore "con riserva". La Stampa aveva riportato le frasi dell'urbanista contro il primo cittadino: "È impreparata e circondata da una banda"

Ma la base chiede di votare sul progetto urbanistico. Massimiliano Morosini, portavoce del M5S nel Municipio VIII ha addirittura creato l'appello "Beppe facce votà". "Per stabilire definitivamente quale deve essere la posizione del MoVimento in merito alla questione dello stadio - spiega Morosini -  mantenendo comunque la coerenza con quanto il M5S ha sempre espresso in Assemblea Capitolina, la soluzione è una: democrazia diretta".

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    15 Febbraio 2017 - 09:09

    Quella romana ha assunto ormai le dimensioni non più della farsa ma di una autentica tragedia. Per di più indecente. Ma indecente e' pure il modo come la tratta la maggior parte dei media nazionali. Ed ancor più indecente e' l'avvilente e frantumatorio spettacolo fino ad ora messo in scena sul palcoscenico del Pd e del così ancora detto centrodestra. Ha purtroppo ragione chi dice che siamo sull'orlo del baratro politico , ma non solo. E che il 2018 sarà l'anno della resa dei conti. Con quale esito non è dato di sapere, ma le le forze in campo con solide radici e tradizioni democratiche non riescono a mettere insieme in fretta una proposta politica seria, credibile e propedeutica a larghe intese non credo proprio si possa indulgere all'ottimismo.

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  • guido.valota

    14 Febbraio 2017 - 23:11

    Un circo di soli pagliacci non si era mai visto.

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