La Consulta ci regala un sorriso sull’art 18. Camusso da ridere

L'ipocrisia dei sindacati sui voucher

La Consulta ci regala un sorriso sull’art 18. Camusso da ridere

Susanna Camusso (foto LaPresse)

Al direttore - Però che noia questi referendum spersonalizzati.
Giuseppe De Filippi

 

Dati notevoli offerti ieri su Repubblica da Tito Boeri: nell’ultimo anno la Cgil ha investito 750 mila euro in voucher, mentre la Cisl ne ha utilizzati per un valore di 1 milione e mezzo di euro. Alla Cgil dunque – dopo la decisione della Consulta di ieri, sì al referendum suoi voucher, poco male, no al referendum sull’articolo 18, evviva! – non resta che andare in piazza contro gli stessi voucher che utilizza. Ci vorrebbe Nanni Moretti. Continuiamo così. Facciamoci del male.

 

Al direttore – Una vecchia pubblicità sanciva: “Con quella bocca può dire ciò che vuole”. Ieri sera ai Tg Giorgia Meloni, commentando il no della Consulta al referendum sull’articolo 18, ha dichiarato: “C’è chi preferisce che gli italiani non votino mai”. Forse ha ragione, qualcuno che la pensa così esiste, ma nel nostro paese non lo ascoltano molto: 24 febbraio 2013 elezioni politiche, 26 maggio 2013 elezioni comunali, 17 novembre 2013 elezioni comunali, 25 maggio 2014 elezioni europee ed elezioni comunali, 26 ottobre 2014 elezioni comunali, 23 novembre 2014 elezioni regionali, 31 maggio 2015 elezioni regionali ed elezioni comunali, 17 aprile 2016 referendum sulle trivelle, 5 giugno 2016 elezioni comunali, 13 novembre 2016 elezioni comunali, 4 dicembre 2016 referendum sulla riforma costituzionale. Mai?
Ubaldo Casotto

 

Al direttore - L’Italia dei paradossi mostra il meglio di sé anche in questi giorni. E non risparmia il delicato tema della salute pubblica. A fronte di un agguerrito movimento anti vaccinale, sostenuto da false evidenze scientifiche ampiamente sbugiardate, si assiste contemporaneamente a una corsa sfrenata per la vaccinazione contro la meningite. Sul tema delle vaccinazioni bisogna essere chiari e soprattutto non lasciare che improvvisati esperti diffondano notizie che possano mettere a repentaglio la salute dei cittadini. Da sempre siamo sostenitori, e lo diciamo con certezza scientifica e pronti a qualsiasi confronto, che l’unico modo per ridurre fino a far scomparire le malattie infettive sia la vaccinazione.  Siamo fortemente preoccupati per il calo delle coperture vaccinali per certe malattie come la Pertosse e il Morbillo che bisogna ricordare non sono malattie banali ma possono risultare molto gravi e anche letali. Quando diciamo che una copertura vaccinale superiore al 95 per cento della popolazione è l’unico modo per evitare che si diffondano alcune patologie e soprattutto si evitino rischi gravi per coloro che non possono per motivi legati alla loro particolare situazione clinica essere vaccinati,  lo affermiamo perché quotidianamente verifichiamo sul campo la verità di questa affermazione. Ci sgoliamo per sostenere l’opportunità della vaccinazione ma forse poniamo a chi deve vaccinare i propri figli la domanda sbagliata. Probabilmente non dovremmo chiedere ai genitori: vuoi vaccinare tuo figlio? Ma dovremmo chiedere: “Vuoi che tuo figlio rischi di ammalarsi anche in maniera grave rischiando di morire quando con una semplice vaccinazione ciò non accadrebbe?”. Lungi da noi fare terrorismo psicologico ma solo mostrare la realtà con cui ci confrontiamo costantemente nella nostra attività professionale.
Pierangelo Clerici, Presidente Amcli Associazione microbiologi clinici italiani

 

Al direttore - Leggo che Papa Francesco ha detto che “il terrorismo fondamentalista è frutto di una grande miseria spirituale alla quale è sovente connessa anche una notevole povertà sociale”, un’affermazione che, secondo me, non affronta la sua origine, tutt’al più la sua realtà. La radice del fondamentalismo è religiosa, la sorgente del pensiero fondamentalista è la religione. Nessun terrorista sarebbe disposto ad abiurare Allah né il suo profeta Maometto ed è in loro nome, sempre in loro nome, che compie la strage. Questa banale verità mette in luce il seme primario da cui inizia la crescita dell’albero integralista: poi vengono fiori e frutti (sic). Mi pongo anche un’altra domanda: una fede religiosa così intensa da divenire fondamentalista come si concilia con la “miseria spirituale”?
Roberto Bellia

 

L’islam che uccide in nome dell’islam non lo fa per una miseria spirituale, lo fa perché purtroppo interpreta letteralmente alcuni passaggi del Corano, grazie al cielo non interpretati allo stesso modo dalla maggioranza dei musulmani. Non è miseria spirituale, purtroppo, è cinica e lucida ideologia omicida.

 

Al direttore - E’ normalissima prassi della disinformacija mescolare notizie vere e verificabili con altre non verificabili, vere e false. Non occorre lavorare per i servizi segreti né leggere Le Carrè per saperlo, basta vivere in Italia e girare tra i siti M5s.
Guido Valota

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