Perché è sbagliato cacciare Sagan dal Tour

La giuria della Grande Boucle ha estromesso il campione del mondo per il contatto che ha provocato la caduta di Cavendish nella volata di Vittel. Un errore

Perché è sbagliato cacciare Sagan dal Tour

Tentato omicidio, dodici anni di carcere, in quanto doloso. Avessero stabilito questo i giudici del Tour de France, l'allontanamento di Peter Sagan dalla Grande Boucle avrebbe avuto quanto meno un senso. "Sagan ha tenuto un comportamento irregolare, la sua manovra pericolosa ha provocato la caduta di Mark Cavendish. Il corridore è quindi messo fuori corsa", ha scritto la giuria della corsa a tappe francese. Il comunicato che ha sancito l'allontanamento del campione del mondo slovacco, fa riferimento a quanto accaduto martedì durante lo sprint della quarta tappa. Nel lungo rettilineo finale che portava al traguardo di Vittel una caduta a circa millecinquecento metri dalla fine spezza il gruppo. Davanti rimangono in pochi, ai cinquecento metri la Lotto-Soudal, prende la testa, Jürgen Roelandts lancia lo sprint per il capitano André Greipel sul lato sinistro della carreggiata, mentre il norvegese Alexander Kristoff prova ad anticipare il tedesco scattando sulla destra. Lo seguono tutti, soprattutto Arnaud Démare, che prende la scia e lo scarta verso il centro della strada. Vincerà facile. Alle sue spalle però il macello. Lo spazio è poco, la ruota del velocista francese è ambita, Peter Sagan si piazza alla sua ruota: ha circa un metro dalle transenne che dividono la strada dal pubblico. Non c'è spazio per passare, ma gli sprinter sono razza strana fedeli all'unico comandamento della volata: se passa il manubrio passa tutto il resto. Mark Cavendish che è velocista duro e raffinato, vede il buco e ci si butta. E' più veloce ed è convinto di poter vincere. La traiettoria di Sagan non è perfettamente rettilinea, Cannonball non se ne accorge, lo tocca, cade a oltre sessanta chilometri all'ora, si sfracella una spalla sull'asfalto, porta con lui a terra tre uomini. Può sembrare un normale incidente di corsa, uno di quelli brutti che non si vorrebbe vedere. Eppure non è così. O almeno per la giuria. Colpa di un gomito allargato, quello di Sagan, quello che secondo i giudici sarebbe "manovra pericolosa" che "ha provocato la caduta di Mark Cavendish".

 

Ma è così?

 

Vediamo:

Dalla visione a velocità naturale si vede il gomito di Sagan allargarsi. Il punto è però uno e uno soltanto: il gesto di Sagan è stato doloso e quindi sconsideratamente pericoloso, teso insomma a far cadere l'avversario oppure colposo, ossia generato da un contatto?

 

Da quanto si vede dal filmato dall'alto, diffuso dal Tour de France non sembra esserci dubbio: Sagan è un delinquente e fa finire contro le barriere laterali il ciclista britannico. Eccolo:

C'è però un problema: l'albero. La chioma della pianta non permette infatti di capire cos'è successo. Da una visione frontale tutto appare più chiaro.

Le immagini sono evidenti. Sagan non allarga la traiettoria volontariamente, Cavendish lo tocca, si sbilancia, inizia a cadere e solo allora lo slovacco allarga il gomito. C'è colpa quindi e non dolo nel comportamento di Sagan.

 

La giuria ha applicato il regolamento, l'articolo 12.1.040 del codice di disciplina dell'Uci, l'Unione ciclistica internazionale, che sancisce che: "In caso di incidenti di corsa" le sanzioni devono fare riferimento "alla tabella" che regola i comportamenti scorretti e sanzionabili. Il punto 10 di questa tabella sentenzia:

Sagan ha forse stretto Cavendish alle transenne, ma non ha cambiato traiettoria di proposito per penalizzarlo, mossa scorretta e sanzionata dall'articolo 10.1. Il contatto c'è comunque stato e per questo andava retrocesso all'ultima posizione e multato con una sanzione economica di 200 franchi svizzeri. Non estromesso dalla corsa.

 

Dispiace per l'accaduto, dispiace soprattutto per Cavendish tornato a casa con una spalla rotta, ma la giustificazione delle giuria è assurda: "Prima del Tour de France avevamo avvisato gli sprinter che avremmo osservato ogni volata ed è quello che abbiamo fatto oggi. Siamo all'inizio del Tour ed era il momento di fissare i confini. La giuria ha deciso di squalificare Peter Sagan a causa della manovra molto grave commessa nello sprint".

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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