L'Europarlamento inguaia Le Pen per aver condiviso foto dell'Isis

Ora la procura francese potrà procedere nell’indagine sulla candidata del Front National alle presidenziali francesi

marine le pen

Nantes, comizio elettorale di Marine Le Pen (foto LaPresse)

Il Parlamento europeo ha revocato l’immunità parlamentare a Marine Le Pen e ha autorizzato la procura di Nanterre, in Francia, a procedere con l’indagine nei suoi confronti. La leader del Front national, eurodeputata dal 2004, è accusata di aver violato la legge francese che impedisce di pubblicare immagini violente e esplicite che incitino al terrorismo. Nel 2015 Le Pen, sul suo account Twitter, avrebbe condiviso tre immagini di esecuzioni da parte dello Stato islamico nel corso di un dibattito online con un giornalista, che aveva paragonato il Fn all’Isis. Il rischio risiederebbe nel condividere immagini non censurate che potrebbero incoraggiare il proselitismo degli estremisti, in particolare nel contesto delle tensioni sociali e culturali che caratterizzano le banlieue francesi.

 

Gli europarlamentari, così come i membri di quasi tutti i parlamenti nazionali, godono di un’immunità che impone alle autorità giudiziarie dei rispettivi paesi di fare richiesta formale al Parlamento prima di poter procedere con eventuali indagini. L’immunità è pensata per garantire ai politici eletti una certa libertà di espressione e per assicurare protezione da eventuali intromissioni giudiziarie politicizzate. La commissione giustizia del Parlamento europeo, martedì, ha approvato la revoca dell’immunità a Le Pen con voto unanime: 18 voti a favore, 3 contrari e nessun astenuto. Oggi l’assemblea di Bruxelles ha confermato il nulla osta “a larga maggioranza”, stando a quanto dichiarato dal presidente di turno del parlamento, Dimitrios Papadimoulis.

 

Ora la procura francese potrà procedere nell’indagine sulla candidata alle presidenziali francesi. Questo potrebbe portare a una condanna a tre anni di carcere e fino a 75 mila euro di multa. Per una sentenza definitiva, ovviamente, ci vorranno diversi anni, per cui il caso non intacca la corsa presidenziale di Le Pen, perlomeno dal punto di vista giudiziario.

  

Non è la prima volta che l’europarlamento autorizza i tribunali francesi a procedere contro la leader del Fn. Nel 2013 era stata aperta un’altra indagine nei suoi confronti, per alcune dichiarazioni sull’opportunità che ai musulmani di Francia fosse concesso di pregare in spazi pubblici, e anche allora le era stata revocata l’immunità parlamentare. Una terza indagine, su cui il parlamento non si è ancora espresso, riguarda le spese degli eurodeputati del Front. La polizia francese avrebbe appreso da alcune fonti che Le Pen e altri colleghi di partito mentirebbero sulle assunzioni di assistenti e collaboratori per ottenere i rimborsi previsti dal Parlamento europeo.

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    02 Marzo 2017 - 21:09

    Il Parlamento Europeo forse ha seguito il consiglio dell`ex direttore Ferrara.

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  • Giovanni

    02 Marzo 2017 - 20:08

    Certamente una legge del contrappeso un po' truffaldina da parte del parlamento europeo ma tutto sommato comprensibile. Difatti la Le Pen che vuole far uscire la Francia dall'UE e ne dice peste e corna era indagata dalla giustizia francese ma poteva rifiutare l'interrogatorio degli inquirenti grazie al fatto di essere deputata al parlamento europeo. Ora invece non potrà più rifiutarsi di rispondere a delle domande piuttosto scomode. Peso e contrappeso.

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  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    02 Marzo 2017 - 19:07

    I parlamentari europei fanno politica esattamente come quelli nazionali. Sono giustamente terrorizzati dalla le Pen e non avendo alternative politiche che abbiano trazione vanno di via giudiziaria. L'italia ha fatto scuola.

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  • carlo schieppati

    02 Marzo 2017 - 18:06

    Sapevo che l'Europa è uno schifo, ma non credevo potesse arrivare a tal punto.

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