Il portavoce di Juppé dice che la Francia chiuderà la frontiera britannica a Calais

I migranti che attraversano la Manica verso il Regno Unito sono un "peso negativo" che i francesi non intendono più sostenere. Nonostante il desiderio di Londra di mantenere un avamposto e la prossima costruzione del muro pagata dalla Gran Bretagna.
Il portavoce di Juppé dice che la Francia chiuderà la frontiera britannica a Calais

Calais, costruzione del muro anti migranti lungo l'autostrada (foto LaPresse)

L'europarlamentare Arnaud Danjean, portavoce della campagna di Alain Juppé, candidato alle primarie dei repubblicani e possibile nuovo inquilino dell'Eliseo, ha dichiarato lunedì, in un'intervista alla Bbc, che la Francia non vuole più sostenere il "peso negativo" dei migranti che tentano di attraversare il Canale della Manica per raggiungere il Regno Unito. Per questo, il governo francese chiuderà "sicuramente" il valico di frontiera britannico a Calais, nonostante il desiderio di Londra di mantenere il suo avamposto in terra francese. La chiusura del valico britannico di Calais, istituito con il trattato bilaterale di Le Touquet, non sarà una "punizione", ma una delle "scomode conseguenze" della Brexit, ha spiegato Danjean. "Sulla questione della gestione dei confini dovremo sicuramente trovare un nuovo accordo, perché non possiamo fare finta di nulla", ha detto il parlamentare francese.

 

Proprio a Calais, il 7 settembre scorso le autorità britanniche avevano annunciato di essere pronte a finanziare la costruzione di un muro lungo l'autostrada che costeggia il campo profughi noto come “La Giunga”, smantellato nei giorni scorsi. Il nuovo tratto dovrebbe essere un proseguimento di quello già esistente: sarà alto quattro metri e correrà per un chilometro lungo i due lati dell'arteria stradale.

 

Lo sgombero della "Giungla" di Calais è finito il 27 ottobre scorso, mentre i lavori per smantellare la più grande tendopoli d'Europa sono iniziati il 30 ottobre. Da lunedì 24 ottobre, oltre 5.000 persone sono state sfollate, caricate sui bus e trasportate negli oltre 400 centri di accoglienza sparsi per tutta la Francia. Londra si è impegnata ad accogliere chi ha un legame familiare oltre la Manica, ma Parigi ha lamentato ritardi e poca collaborazione da parte delle autorità britanniche.

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